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SABATO 23 LUGLIO 2022

Finalmente quest'anno ci riesco.

Nessuna interruzione come lo scorso anno lungo il sentiero Cecilia, che mi impedisce di compiere la traversata delle Grigne effettuando un anello completo senza ritornare sui miei passi.

Parto dai Piani Resinelli e mi dirigo al Rifugio Porta, dove seguo le indicazioni per la "direttissima", fino ad incrociare la deviazione per il canalone dell'Angelina.

Lo risalgo andando a raccordarmi con il "sentiero Cecilia" e quindi una volta giunto sulla "Cresta Cermenati" arrivo in vetta alla Grignetta.
Da qui proseguo in direzione Grignone seguendo le indicazioni della "traversata alta".

Arrivato in vetta al Grignone proseguo lungo la cresta e giungo al Pialeral via Comolli scendendo dall'invernale.
Quindi rientro ai Piani Resinelli per la "traversata bassa" chiudendo l'anello.

A dispetto di quello che si può credere la temperatura non era per nulla calda. In quota tirava una brezza molto fresca.

SABATO 16 LUGLIO 2022

Lo Zucco Barbesino era una cima del gruppo dello Zuccone Campelli che mi mancava all'appello, e così mi è venuta l'idea di questo itinerario che altro non è che una variante dell'Anello dei Campelli.

Infatti sono arrivato ai Piani di Bobbio come se dovessi fare l'anello dei Campelli, dopo avere salito Monte Sodadura e Cima di Piazzo, dopo di ché ho iniziato a salire prendendo il sentiero che parte in corrispondenza dell'arrivo della  seggiovia sopra il rifugio Lecco.
Peccato che la giornata non fosse per nulla limpida ma con cielo pieno di foschia a causa della calura in pianura.
In quota fortunatamente si stava relativamente bene.

Il rientro a Moggio l'ho poi effettuato per la valle dei Faggi.

SABATO 9 LUGLIO 2022

La Val Gerola, come ha già dimostrato in altre occasioni, offre numerose varianti di salita al Pizzo dei Tre Signori.

Una variante che mi mancava era quella di salire da Gerola Alta, ma passando da Laveggiolo, sentiero che avevo adocchiato dopo avere visto la segnaletica lo scorso inverno nel corso della salita con gli sci al Pizzo Mellasc.

È una bella sgambata che alterna tratti molto ripidi a tratti pianeggianti perché è una salita che ha anche un certo sviluppo chilometrico.
Dopo una volta raggiunta l'Alpe di Trona Soliva l'itinerario si va a congiungere con uno dei sentieri che sale dalla valle della Pietra.

In ogni caso gli sforzi sono ampiamente ripagati dal percorso estremamente panoramico.

Il rientro a valle l'ho poi fatto per la Valle della Pietra, ecco la ragione per cui sono partito da Gerola Alta.

Giornata soleggiata con clima estivo, a tratti ventilato.

SABATO 21 MAGGIO 2022

Viste le temperature quasi estive, punto più in alto e anticipo i tempi della prima uscita in Valsassina, approfittando anche per tirare fuori dal garage la mia Gippippa e unire un'uscita in montagna con un avvicinamento in fuoristrada.

Solito concatenamento fra Monte Sodadura e Pizzo Baciamorti ma aggiungendo quest'oggi anche la salita della Cima di Piazzo.

Clima fresco la mattina, poi gradevole e ventilato.

DOMENICA 15 MAGGIO 2022

Quest'oggi ritorno a percorrere le due ferrate dei Corni di Canzo dopo avere saltato lo scorso anno per via della chiusura per manutenzione della ferrata del 30° OSA.

Personalmente preferivo prima con il cavo metallico per lo scorrimento del cordino di sicurezza e la catena per la progressione rispetto a come hanno fatto riempendo la salita di staffe metalliche sminuendo la difficoltà, perché se ora gli appigli sono pochi ci sono le staffe che aiutano e non c'è più la catena per salire a forza di braccia… va bene la sicurezza, ma questo non vuol dire a mio avviso rendere una scala una parete… infatti ho maggiormente "gustato" la salita della ferrata del 25° CAI Canzo.

Trovato qualche altra persona che come me ha fatto il bis ed ovviamente c'era il mondo a San Tomaso… vista anche che è il primo fine settimana dal clima quasi estivo...

LUNEDÌ 18 APRILE 2022

Approfitto della bella giornata e del giorno festivo per un'altra uscita con gli sci.

Oggi mi fermo in Valmalenco, al Pizzo Scalino che non salivo da qualche anno, andare ai Forni anche oggi era un po' troppo….
Sulla strada di accesso all'Alpe Campagneda nella prima parte c'è qualche metti e togli, ma poi giunto all'Alpe Campagneda quando il paesaggio si apre ed è ben visibile sia il Pizzo Scalino che il pendio di salita al Cornetto e il primo pensiero è quanto poca neve ci sia, pensavo fosse maggiormente innevato.

La neve è molto dura e la temperatura fresca, tanto è vero che all'uscita al Cornetto sono salito sci in spalla vista la scarsità di neve e la sua durezza.

Sul ghiacciaio il sole è arrivato, ma in ogni caso la neve si manterrà bella compatta per tutto il tempo.
Giungo al deposito sci, e ramponi ai piedi su bella traccia arrivo in vetta senza problemi.
Mi faccio una prima discesa sul ghiacciaio per poi ripellare e salire alla Cima Giovanni Paolo II così da fare la doppietta.
La discesa a valle, nonostante fosse mezzogiorno, la neve non ha ceduto minimamente, ma nonostante la compattezza è una vera goduria.
Poi giungo all'auto con qualche metti e togli.

Nonostante la poca neve, è stata comunque un'altra giornata di sci ben spesa.

SABATO 16 APRILE 2022

Ancora fra le mie amate montagne dell'alta Valtellina.

Consapevole, che oggi molto probabilmente avrei trovato neve migliore alle esposizioni meridionali, ma con rischio di mancanza di neve nella parte bassa, preferisco andare dove so di trovare più neve stando sui pendii meno solati.
Parto con l'intenzione di salire alle Cime di Pejo, ma con l'opzione poco speranzosa, nel caso fosse stata tracciata la Punta Cadini, ecco il perché qui e non in Val Cedec.

E infatti non appena era chiaro che la Punta Cadini fosse tracciata, ho cambiato itinerario, visto che non l'avevo ancora salita con gli sci, ma solo nel corso della traversata delle 13 cime.
Il pendio ripido si è presentato con neve molto dura e la salita è stata particolarmente impegnativa, tutta in ombra e il sole l'ho visto solo una volta fuori dal tratto ripido.

Davanti a me ci sono solo tre persone che vedo già impegnati nella discesa della nord, quando arrivo al deposito sci.
Ho quindi potuto godermi la vetta in piena solitudine, godermi la giornata spaziale dalla temperatura ideale, fare le riprese e le foto di rito.
Scendo lungo la via di salita, per traversare e prendere la parte bassa della parete nord.

In quota neve rimaneggiata dal vento con a tratti una crosta superficiale, ancora soffice una volta sulla nord, per poi divenire crosta con sciate gelate sul ghiacciaio quando la pendenza diminuisce.

Incrociata la traccia di salita per il San Matteo, sono risalito fino a quasi quota 3300 per scendere lungo la discesa normale del San Matteo.
Neve infida fino a quota 2800 con sciate gelate e crosta, poi dai 2800 a tratti bel firm, ma più in basso ancora tratti gelati.
Insomma non la sciata da urlo della scorsa settimana, ma ugualmente una giornata spaziale ben spesa.

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