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SABATO 21 MAGGIO 2022

Viste le temperature quasi estive, punto più in alto e anticipo i tempi della prima uscita in Valsassina, approfittando anche per tirare fuori dal garage la mia Gippippa e unire un'uscita in montagna con un avvicinamento in fuoristrada.

Solito concatenamento fra Monte Sodadura e Pizzo Baciamorti ma aggiungendo quest'oggi anche la salita della Cima di Piazzo.

Clima fresco la mattina, poi gradevole e ventilato.

DOMENICA 15 MAGGIO 2022

Quest'oggi ritorno a percorrere le due ferrate dei Corni di Canzo dopo avere saltato lo scorso anno per via della chiusura per manutenzione della ferrata del 30° OSA.

Personalmente preferivo prima con il cavo metallico per lo scorrimento del cordino di sicurezza e la catena per la progressione rispetto a come hanno fatto riempendo la salita di staffe metalliche sminuendo la difficoltà, perché se ora gli appigli sono pochi ci sono le staffe che aiutano e non c'è più la catena per salire a forza di braccia… va bene la sicurezza, ma questo non vuol dire a mio avviso rendere una scala una parete… infatti ho maggiormente "gustato" la salita della ferrata del 25° CAI Canzo.

Trovato qualche altra persona che come me ha fatto il bis ed ovviamente c'era il mondo a San Tomaso… vista anche che è il primo fine settimana dal clima quasi estivo...

LUNEDÌ 18 APRILE 2022

Approfitto della bella giornata e del giorno festivo per un'altra uscita con gli sci.

Oggi mi fermo in Valmalenco, al Pizzo Scalino che non salivo da qualche anno, andare ai Forni anche oggi era un po' troppo….
Sulla strada di accesso all'Alpe Campagneda nella prima parte c'è qualche metti e togli, ma poi giunto all'Alpe Campagneda quando il paesaggio si apre ed è ben visibile sia il Pizzo Scalino che il pendio di salita al Cornetto e il primo pensiero è quanto poca neve ci sia, pensavo fosse maggiormente innevato.

La neve è molto dura e la temperatura fresca, tanto è vero che all'uscita al Cornetto sono salito sci in spalla vista la scarsità di neve e la sua durezza.

Sul ghiacciaio il sole è arrivato, ma in ogni caso la neve si manterrà bella compatta per tutto il tempo.
Giungo al deposito sci, e ramponi ai piedi su bella traccia arrivo in vetta senza problemi.
Mi faccio una prima discesa sul ghiacciaio per poi ripellare e salire alla Cima Giovanni Paolo II così da fare la doppietta.
La discesa a valle, nonostante fosse mezzogiorno, la neve non ha ceduto minimamente, ma nonostante la compattezza è una vera goduria.
Poi giungo all'auto con qualche metti e togli.

Nonostante la poca neve, è stata comunque un'altra giornata di sci ben spesa.

SABATO 16 APRILE 2022

Ancora fra le mie amate montagne dell'alta Valtellina.

Consapevole, che oggi molto probabilmente avrei trovato neve migliore alle esposizioni meridionali, ma con rischio di mancanza di neve nella parte bassa, preferisco andare dove so di trovare più neve stando sui pendii meno solati.
Parto con l'intenzione di salire alle Cime di Pejo, ma con l'opzione poco speranzosa, nel caso fosse stata tracciata la Punta Cadini, ecco il perché qui e non in Val Cedec.

E infatti non appena era chiaro che la Punta Cadini fosse tracciata, ho cambiato itinerario, visto che non l'avevo ancora salita con gli sci, ma solo nel corso della traversata delle 13 cime.
Il pendio ripido si è presentato con neve molto dura e la salita è stata particolarmente impegnativa, tutta in ombra e il sole l'ho visto solo una volta fuori dal tratto ripido.

Davanti a me ci sono solo tre persone che vedo già impegnati nella discesa della nord, quando arrivo al deposito sci.
Ho quindi potuto godermi la vetta in piena solitudine, godermi la giornata spaziale dalla temperatura ideale, fare le riprese e le foto di rito.
Scendo lungo la via di salita, per traversare e prendere la parte bassa della parete nord.

In quota neve rimaneggiata dal vento con a tratti una crosta superficiale, ancora soffice una volta sulla nord, per poi divenire crosta con sciate gelate sul ghiacciaio quando la pendenza diminuisce.

Incrociata la traccia di salita per il San Matteo, sono risalito fino a quasi quota 3300 per scendere lungo la discesa normale del San Matteo.
Neve infida fino a quota 2800 con sciate gelate e crosta, poi dai 2800 a tratti bel firm, ma più in basso ancora tratti gelati.
Insomma non la sciata da urlo della scorsa settimana, ma ugualmente una giornata spaziale ben spesa.

DOMENICA 10 APRILE 2022

Finalmente dopo tanta attesa mi ritrovo un paesaggio invernale e soprattutto una sciata in neve fresca.
La nevicata è finalmente arrivata e perlomeno consente di allungare una stagione avara di neve e non chiudere precocemente.
Ovviamente vado fra le mie amate montagne dell'Alta Valtellina con l'opzione se in condizione, e soprattutto se tracciato, di salire alla Punta San Matteo, ma è ancora ghiacciato, non è l'anno, e quindi vado sul sicuro al Pizzo Tresero.
Se fino a due settimane fa dicevo che sembrava primavera inoltrata, oggi era più il 10 marzo.

La giornata è splendida, ma fredda (-9°C alle ore 8.00), tuttavia visto il calendario il sole comunque scalda.
Davanti a me non vedo molta gente, ma nelle retrovie, e viste le auto oggi era abbastanza affollato, ma gli spazi sono tanti.
Giunto al pianoro sul ghiacciaio del Tresero vedo gli apripista all'opera quasi sulla dorsale di collegamento fra Pizzo Tresero e Cima San Giacomo.
Li raggiungerò al deposito sci, e darò il mio "contributo" alla tracciatura negli ultimi metri, togliendomi la soddisfazione di arrivare "primo in vetta della giornata".

C'è vento, il tempo di mangiare qualcosa, e mi avvio subito sulla via del ritorno a godermi la discesa in neve fresca.
La parte alta è farina pressata dal vento, scendendo migliora e mi fermo all'inizio del canale dell'Isola Persa.
Da qui ripello e risalgo fino all'uscita dello stesso canale, e la seconda discesa del canale si rivelerà migliore, quasi un simil pista, ma con neve fresca.

Insomma altra giornata ben spesa fra le montagne dell'alta Valtellina.

SABATO 26 MARZO 2022

Ritorno ancora fra le mie montagne dell'alta Valtellina.

Parto con una mezza idea di andare in zona Tresero e magari giunto sulla cresta salire la Punta Pedranzini o di addentrarmi sul ghiacciaio verso la Cadini, viste le tracce la scorsa settimana ma senza capire dove conducano.

Alla fine mi ridirigo all'Isola Persa con l'idea di fare ancora il Tresero, ma una volta spuntato sul pianoro vedo una evidente traccia che conduce alla Punta Pedranzini lungo il versante est, con tre persone già a metà pendio, e così non mi lascio sfuggire l'occasione di fare una "nuova salita", visto che con gli sci la Punta Pedranzini fino ad oggi non l'ho mai salita.

Il pendio è molto ampio ma a mano a mano che si sale diviene sempre più ripido, la neve è compatta e dura ma grazie al sole un pelino si affievolisce.

Abbandono gli sci alla base della cresta, e ripercorrendo parte della cresta, che ho già percorso più di una volta giungo in vetta. Vetta anche oggi tutta per me, che posso godermi per la foto di vetta e per le riprese video.

In discesa la neve presenta dei granuli gelati un po' fastidiosi, sul piano una leggera crosticina, ma la neve migliore inizia abbandonato il ghiacciaio nella discesa del canale dell'Isola Persa con una bella discesa simil pista.
Nonostante il sole e le temperature relativamente miti la neve ha tenuto perfettamente.

Altra giornata ben spesa fra le montagne dell'alta Valtellina, ed ora speriamo che arrivi qualcosa in settimana…

SABATO 19 MARZO 2022

Il richiamo per le mie montagne è troppo forte, ritorno quindi ai Forni, quest'oggi al Palon De La Mare.
Appurato che se da un lato abbiamo delle temperature, oggi rientrate nella norma, come da calendario, la situazione è almeno un mese avanti.

La stradina di fondovalle che porta al rifugio Branca è ben battuta come una pista, quando si inizia la salita, cominciamo ad essere al limite, la morena è ancora innevata a sufficienza.

La situazione diventa più al limita quando ci si addentra nel canale che porta sul ghiacciaio.
La neve è sufficiente, però il canale, a sinistra salendo, non è fattibile con gli sci e bisogna per pochi metri togliere gli sci perdere qualche decina di metri di quota per attaccare il canale di destra.
In salita la neve è dura, ma si sale bene.

Giunti sul pianoro, si vede il ghiacciaio che lo si prende a sinistra salendo per un pendio ripido.
Conviene stare tutto a sinistra dove ci sono le sciate, che hanno un attimo lisciato la neve, essendo evidente che più si sale di quota più è evidente il lavorio del vento di quest'anno.

Una volta sul ghiacciaio la situazione è molto al limite, soprattutto la prima parte.
Ci sono delle sottili lingue di neve, che permettono di tenere gli sci, altrimenti è ghiaccio vivo.
Poi divenendo più regolare la pendenza la situazione migliora, anche se la neve sul ghiacciaio è veramente poca, e se non fa una nevicata primaverile, questa gita sarà fattibile ancora per poco.

Arrivato all'attacco delle cresta ho voluto portarmi in vetta gli sci, ma è stato inutile perché la neve è proprio poca, sono caldamente consigliati i ramponi per questo tratto.
Arrivo in vetta in solitaria, altre persone che avevo superato sulla morena non si vedono all'orizzonte, e mi godo la vetta facendo alcune riprese.

Mangio qualcosa e scendo. Discesa che nel vero senso della parola inizio a godermela fuori dal ghiacciaio, non è il firm da urlo, ma è comunque divertente, c'è una leggera crosticina un pochettino insidiosa alternata a tratti ancora duri e ben gelati, con qualche solco di vecchie sciate un po' fastidiose.

In ogni caso arrivo all'auto comunque soddisfatto.
Giornata ben spesa.

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