Dalla chiesetta in sassi con il campanile in cemento si prosegue fin quasi al suo termine, presso le baite più alte di Campelli. Esattamente quando la strada compie l’ultimo tornante a destra, la si abbandona e s'imbocca una stradina dal fondo cementato che si stacca sulla sinistra, proprio sul tornante. Questa stradina sale ripida e stretta per qualche centinaio di metri e poi curva decisamente a destra. Qui, sulla sinistra, si stacca una sterrata con una sbarra generalmente sempre aperta. Comunque noi proseguiamo a destra e tralasciamo la sterrata, dal fondo molto sconnesso, che incontreremo in seguito. La stradina cementata sale ancora per un centinaio di metri, passa dietro la casa più in alto di Campelli e diventa pianeggiate e sterrata. Esattamente dove la stradina con il fondo cementato diventa pianeggiante e sterrata, s'imbocca a monte una pista, che dopo circa 50 m conduce ad un vecchio e dismesso impianto di risalita. Si prosegue in salita lungo la vecchia pista, libera da alberi, in direzione SSE, fino a raggiungere la stradina sterrata citata sopra. Seguendo fedelmente questa stradina, con numerosi tornanti, o in alcuni tratti il sentiero attiguo che ne accorcia il percorso, si sale a lungo sul fianco della montagna, in un bosco di conifere. A circa 1800 m., la stradina inizia una discesa verso destra (SW) per poi traversare a mezzacosta sotto il fianco settentrionale del Pizzo Meriggio. Proprio dove inizia la discesa, si abbandona la stradina e s'imbocca il sentiero, che sale nel rado bosco e aggira a sinistra (E) la Punta della Piada (q. 2122 m.). Al termine dell'aggiramento, senza percorso obbligato, si sale sull'ampia dorsale erbosa NE del Pizzo Meriggio. Si passa poco sopra la Baita Meriggio e, proseguendo su tracce, a sinistra del filo di cresta, si raggiunge la vetta, sormontata da un'alta croce. |