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Monte Sodadura (m. 2010)

Titolo itinerarioAnello Monte Sodadura - Cima di Piazzo - Zucco Barbesino
Partenza daMoggio
Quota partenza890
AccessoDa Lecco seguire la diramazione per la Valsassina della S.S. 36.
Giunti al colle di Balisio seguire le indicazioni per Moggio.
Dislivello1800
Tempo di salita8.00 per il giro complessivo
EsposizioneVaria
DifficoltàEE
CartinaCarta dei sentieri del Biellese nord-occidentale foglio 2 1:250000
Bibliografia--
SezioneOrobie - Prealpi Lombarde lecchesi
Descrizione
VALSASSINA: Fioritura sul sentiero Moggio - Artavaggio.

Da Moggio, superata la partenza della funivia per i Piani di Artavaggio, si prosegue lungo la strada per il Culmine San Pietro fino al primo tornante ove è possibile parcheggiare l'auto in un parcheggio sulla sinistra (località Torrente).

Il sentiero per i Piani di Artavaggio è ben segnalato (sentiero 724) e seguendo le indicazioni con salita costante si arriva ai Piani di Artavaggio. Dai Piani, ora è ben visibile davanti a noi l'inconfondibile piramide del Monte Sodadura. Seguendo la segnaletica per il rifugio Nicola, ci portiamo alla sella del Monte Sodadura, e proseguendo lungo la cresta giungiamo in cima.

Ritornati alla sella del Monte Sodadura, prima di addentrarci nella Valle dei Mughi saliamo alla Cima di Piazzo, sentiero ben evidente e visibile. Ritornati sui nostri passi proseguiamo lungo il Sentiero 101 che ci condurrà fino all'omonima bocchetta (m. 2010) e da qui in ripida discesa ai Piani di Bobbio (m. 1640).

Ci dirigiamo verso il rifugio Lecco senza però raggiungerlo, perché di fatto lo supereremo rimanendo sulla sinistra, seguendo il percorso della seggiovia sopra la nostra testa, in direzione del casello dell’arrivo della seggiovia Camosci nell’omonima valle.

Poco prima di arrivare a questa casupola, vedremo, sulla nostra sinistra, un sasso con un bollo. Imbocchiamo quindi il sentiero per lo Zucco Barbesino che in breve ci porta sul'orlo di una grande dolina. Da qui vedremo due sentieri, sulla nostra destra: uno più alto ed uno più basso, che di fatto taglia in traverso le pendici delle Zucco Barbesino.

Noi prendiamo questo sentiero, potandoci sul versante opposto, sopra la valle dei Mughi. Teniamo sempre la destra, seguendo gli evidenti bolli. Da qui in avanti il sentiero, mai troppo ripido, in alcuni punti si trasforma in una serie di labili tracce da individuare ma comunque i bolli ci sono sempre. Il sentiero passa per facili roccette (solo in un paio di punti si richiede l'uso delle mani, per maggior sicurezza nella progressione) e pinnacoli rocciosi di una caratteristica valletta. Seguiamo sempre i bolli ed in breve siamo alla croce di vetta.

Il rientro a Moggio può avvenire lungo il sentiero degli Stradini oppure per la valle dei Faggi. In entrambi i casi dal rifugio Lecco, ci dobbiamo portare alla Bocchetta Pesciola.