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Monte Resegone (m. 1875)

Titolo itinerarioAttraverso le ferrate ai Piani d'Erna e Gamma due
Partenza daPiazzale funivia Piani d'Erna
Quota partenza603
AccessoS.S. 36 dir - uscita funivia Piani d'Erna
Dislivello1800
Tempo di salita5.00 per la sola salita
EsposizioneS - N
DifficoltàEEA
CartinaCarta dei sentieri del Biellese nord-occidentale foglio 2 1:250000
Bibliografiawww.vieferrate.it
SezioneOrobie - Prealpi Lombarde lecchesi
Descrizione
MONTE RESEGONE: Bollo sentiero sentiero 1 al Resegone.

Nel parcheggio della funivia dei Piani d'Erna, a destra rispetto agli impianti di risalita, si vede il cartello indicante il sentiero n.° 1 per il Monte Resegone e la via ferrata ai Piani d'Erna.
Dopo circa 20' si trova, lungo una mulattiera, un bivio alla sinistra del quale vi è la deviazione per la ferrata nuovamente segnalata con cartello specifico.

L'inizio della via è di impegno maggiore rispetto alla media della ferrata in quanto nonostante sia già attrezzata con la catena non vi sono appoggi artificiali per i piedi e la parete è abbastanza povera di appigli rocciosi, ma si tratta comunque di pochi metri dopo i quali tutto diventa molto più semplice e divertente.

Superata questa prima parte un pò più impegnativa si sale su facile roccia sempre attrezzata con le catene, ed una prima breve scaletta, in obliquo verso destra, mentre una breve cengia porta poi ad una seconda scala stavolta ben più lunga ed esposta della prima.

Si utilizzano molte scale di varie lunghezze per superare questa esposta placconata, delle quali alcune molto esposte. Inizialmente le scale aiutano a prendere fiato, poi però diventano un pò monotone e alcuni tratti sono liberi da scale restando comunque attrezzati con staffe metalliche delle quali già ci si serve all'uscita della seconda scala. Un facile passaggio su roccette e si avvista una nuova scala.

La si risale ed inizia una fase dell'escursione caratterizzata da un alternarsi continuo di scale e facili roccette. Un traverso particolarmente esposto porta alla base dell'ultima scala prima della sosta presso un panoramico "balcone".

Proseguendo a destra si raggiunge poi il rifugio Stoppani mentre a sinistra si continua la via lungo sentiero inizialmente in leggera salita in avvicinamento alla parete rocciosa con tratti di facili roccette dove la catena viene utilizzata esclusivamente come assicurazione o scorrimano mentre un breve canalino lo si supera in appoggio con le mani.

All'uscita da quest'ultimo si trova nuovamente una breve scala ed alcuni passaggi su salti di roccia. Ci si avvicina al tratto più caratteristico della via ma per raggiungerlo è necessario superare anche il tratto più impegnativo della stessa, quindi si traversa per pochi metri, in esposizione, a sinistra poi in risalita verticale ed impegnativa, lungo un esposto sperone, nonostante la presenza di alcuni gradini metallici.

Questo tratto è stato costruito da alcuni anni ed evita la risalita del vecchio canale franoso che aggirava Punta Centa sviluppandosi alla sinistra di questi fino alla vicina Cima Centa.

Dal termine della verticale si risale inizialmente una breve crestina, si traversa a destra per 3-4m. su buoni appoggi e ci si dirige verso l'attacco di un ponte a fune di circa 5m. molto ben costruito e sicuro che "taglia" la parte terminale del canale in direzione della parete verticale che si risale tramite l'ausilio di due scale in successione, stando attenti al passaggio tra il ponte e la prima scala, della quale in verità si utilizza solo la parte alta in quanto quest'ultima appartiene al vecchio tratto, e, tramite anche ad un piolo metallico, alla seconda scala.

Le due scale ci indirizzano ormai nella parte finale della salita, un comodo sentiero non particolarmente ripido si dirige in direzione degli ultimi due speroni rocciosi entrambi da superare nuovamente tramite una serie di scale.

Come annunciato il primo sperone si avvicina rapidamente e già si vedono le attrezzature che utilizzeremo, la risalita è breve ed una panoramica crestina unita ad un ponte conducono alla base del secondo ed ultimo sperone che come preannunciato si supera anch'esso tramite scale.

L'uscita dall'ultima scala apre la visuale sulla croce del Pizzo d'Erna a quota 1350 m.

Ora per comodo sentiero scendere alla stazione di arrivo della funivia. Da qui prendere il sentiero n.° 5 fino ad incrociare il sentiero n.° 1 che sale dal parcheggio ove abbiamo lasciato l'auto.

Proseguiamo per il sentiero n.° 1, facendo molta attenzione, dopo circa 15', sul lato sinistro del sentiero alla segnaletica per la ferrata (paletto con targa metallica), poco prima del canale Comera, che ci invita a lasciare il sentiero principale per una traccia in parte coperta dall'erba che inizialmente a ritroso sale in direzione di alcune facili roccette non attrezzate (tralasciare un ulteriore traccia a sinistra) già in vista delle prime catene.

L'attacco della Gamma 2 non è certo il tratto più impegnativo poichè la roccia particolarmente gradinata agevola notevolmente la progressione. Dopo pochi metri l'attacco ci si ritrova lungo un sentiero di avvicinamento ad un nuovo tratto attrezzato.

Inizialmente alcuni passaggi non complicati, poi un piccolo camino attrezzato anche con staffa, da affrontare sfruttando gli ottimi appigli, infine in appoggio lungo alcune roccette raggiungendo così un nuovo breve sentiero diviso da un "innocuo" salto roccioso.

In rapido avvicinamento ad un nuovo tratto attrezzato ci si ritrova alla base di un secondo camino più lungo ed impegnativo del precedente, assicurato anche con staffe vista la roccia abbastanza levigata, dal quale si esce in spaccata a sinistra per procedere ancora lungo sentiero. Alcune roccette, un breve sentiero verso destra, altri passaggi gradinati alternati ad un nuovo sentiero e si raggiunge idealmente la seconda parte della ferrata caratterizzata da una maggiore esposizione e da passaggi verticali e sostenuti.

I primi passaggi in verticale li troviamo superando un diedro con buoni appoggi per i piedi mentre l'utilizzo della sola catena rende precario l'equilibrio in quanto fin troppo poco tesa, quindi è consigliabile l'utilizzo degli appigli offerti direttamente dalla roccia.

Un piccolo pulpito panoramico ed un nuovo tratto verticale impegnativo dove, sopratutto all'attacco, l'utilizzo della catena risulta necessario, vista la roccia particolarmente levigata, mentre all'interno della fessura alcune staffe agevolano la progressione che rimane comunque impegnativa anche se l'uscita è vicina ed un breve sentiero porta all'attacco di un successivo salto verticale.

La salita prosegue inizialmente all'interno di una fessura, poi si traversa brevemente a sinistra, si risale nuovamente in verticale ed esposti, mentre a destra un pulpitino alla base di uno spigolo ci attende per una sosta.

Aggirato lo spigolo in questione ci si trova ad uno dei punti chiave della via rappresentato da un robusto torrione.

In effetti i primi metri sono estremamente impegnativi, si attacca seguendo la linea dello spigolo per traversare poi in diagonale a sinistra in fortissima esposizione e con indispensabile utilizzo della catena, solo nella parte alta la via si porta lungo lo spigolo sinistro del torrione, in progressione più appoggiata e sicuramente meno impegnativa, raggiungendo così il punto alto coincidente, dapprima con una aerea crestina attrezzata, poi più semplicemente in un comodo sentiero che rapidamente porta alla base di una nuova placca verticale con attacco impegnativo, che impone una notevole trazione sulla catena, mentre successivamente anche con l'ausilio di una staffa metallica ed alcuni utilissimi appoggi naturali, si superano più agevolmente gli ultimi metri di roccia, mantenendo l'equilibrio divaricando con sicurezza le gambe.

La via prosegue su sentiero che dopo alcuni metri nel verde diventa una vera e propria cengia molto caratteristica, ci ritroviamo quindi a dover superare alcuni brevi risalti verticali, talvolta ben gradinati altre no, addentrandoci così nell'ultima parte della via non prima di aver superato un interessante passaggio su placca accessibile tramite una ripida traccia nel verde.

Siamo ormai ad un passo dal secondo punto chiave della ferrata rappresentato stavolta da un "caminone" che richiede un minimo di tecnica nella progressione pur con la presenza di alcune staffe metalliche.

All'uscita dal camino le fatiche non sono ancora terminate, un brevissimo passaggio verticale ci porta ad un pulpito di sosta dal quale si nota in basso il sentiero n°.1 che sale al rifugio Azzoni.

Siamo giunti stavolta agli ultimi metri impegnativi che lo sarebbero ben più se la placca non fosse attrezzata con molte staffe.

Davanti a noi alcuni gradoni di roccia ed un pendìo erboso portano rapidamente al termine della via. Ora in circa 15' di sentiero con alcuni sali/scendi si raggiunge la croce di vetta del Monte Resegone e subito sotto il rifugio Azzoni.

DISCESA: la discesa può avvenire comodamente lungo il sentiero n.°1.