Ignora collegamenti di navigazione

Monte Coltignone (m. 1473)

Titolo itinerarioAttraverso la ferrata del Corno Medale
Partenza daRancio
Quota partenza370
AccessoDall'ospedale di Lecco seguire la vecchia strada per la Valsassina fino ad incrociare via Quarto.
Percorrerla per un centinaio di metri finché sulla destra inizia una ripida salita che conduce a Rancio Alto.
É possibile salire questa strada ma le possibilità di parcheggio sono scarse, del resto come del in via Quarto.
Dislivello1550
Tempo di salita3.30
EsposizioneS
DifficoltàEEA
CartinaCartina Kompass n. 105 Lecco Val Brembana
Bibliografiawww.vieferrate.it
SezioneOrobie - Prealpi Lombarde lecchesi
Descrizione
FERRATA CORNO MEDALE: Placche lungo la ferrata del Corno Medale.

AVVICINAMENTO

Già all'inizio di via San Martino una segnaletica indica la direzione da prendere. Proseguendo oltre la sbarra a piedi (possibilità di tagliare in salita a destra nel bosco, ma meglio proseguire per la strada) si incontra una seconda segnaletica lungo il lato sinistro della strada cementata, sovrastati dal massiccio del Monte San Martino con in vista la croce del Medale, ed una terza scritta al lato di alcuni gradoni in cemento. Si sale lungo un comodo sentiero ed in pochi minuti si arriva al bivio  presso il quale a destra vie è la salita normale al Corno Medale (via di ritorno n.56) mentre a sinistra si prosegue in sali-scendi lungo sentiero n.58 che aggira la base del Corno ed in circa 15' porta all'attacco della via.

LA FERRATA

L'attacco (m. 650) è abbastanza verticale anche se una certa inclinazione e buoni appoggi per i piedi non lo rendono particolarmente difficoltoso ed in salita lungo il costone del Medale si incontrano le prime placche levigate.

Si traversa a destra raggiungendo il primo dei vari pulpitini panoramici di sosta presenti lungo la via, alla base di un primo tratto verticale su placca ed un secondo, a sinistra, lungo uno spigolo inclinato ma esposto.

Nuova possibilità di sosta prima di un impegnativo salto verticale dopo il quale, a destra, si aggira in parte un esposto spigolo per portarsi alla base di una placca particolarmente levigata e verticale da superare con l'ausilio delle staffe artificiali; pochi metri e si traversa a destra verso un secondo spigolo da aggirare anch'esso sfruttando un gradone nella roccia e risalendo in diagonale si raggiunge la base di una nuova placca attrezzata dove l'ottima aderenza offerta dalla roccia aiuta notevolmente la progressione.

Possibilità di sosta presso la Madonnina applicata alla parete e notevole panorama circostante.

La ripartenza è nuovamente all'insegna della verticalità sempre comunque con la costante ottima aderenza della roccia che facilita non poco passaggi apparentemente più "duri", così dopo un breve risalto roccioso si prosegue da prima "abbracciando" la parete, poi all'interno di un bel diedro appigliato che richiede attenzione nei passaggi per non stancare inutilmente le braccia con la presenza comunque di un'utile staffa artificiale.

Nuovo piccolo pulpito panoramico e nuovo breve traverso a destra verso il secondo esposto spigolo della via la cui risalita, meno impegnativa della precedente, conduce attraverso alcuni salti gradinati alla base di una serie di placche lisce e verticali che oltre ad essere ottimamente attrezzate richiedono di sfruttare l'ottima aderenza di questa roccia.

In effetti l'esposizione e verticalità di alcuni tratti sarebbero ben più impegnativi se la ferrata non fosse costruita lungo una roccia con una simile caratteristica di aderenza per i piedi che di presenza d'appigli per le mani.

Le placche ovviamente aiutano a guadagnare rapidamente quota giungendo così, dopo alcune roccette attrezzate con solo cavo, all'ultimo tratto sostenuto, rappresentato da un primo lungo diedro inclinato  ed una successiva breve serie di passaggi verticali ben attrezzati in direzione dell'ultimissimo tratto della ferrata dove l'attrezzatura si riduce ormai al solo cavo metallico (termina la catena quota m. 850 circa) che assicura nel superamento di una lunga serie di affannosi gradoni in vista della croce sommitale (m. 1029).

SALITA AL MONTE COLTIGNONE

Dalla croce in leggera salita si seguono le tracce che aggirano a sinistra il Corno e giungono dopo pochi metri ad una segnaletica dove 2 cartelli indicano per il Monte San Martino e il Monte Coltignone. Seguiamo l'indicazione dei cartelli ed al successivo prendiamo per il Monte Coltignone - Piani Resinelli.

Il sentiero è molto ripido ed impegnativo e nella parte finale presente dei tratti attrezzati con catene. In più la vegetazione risulta particolrmente fitta e fastidiosa soprattutto a causa del poca frequentazione del sentiero.

DISCESA

Lungo il medesimo sentiero che ci ha condotto al Monte Coltignone fino ai primi cartelli indicatori Monte San Martino - Monte Coltignone. In direzione discesa anziché ritornare in vetta al Corno Medale, alla nostra sinistra, un evidente sentiero (segnavia sbiadito n.56 su una pianta) degrada rapidamente nella vegetazione e caratterizzato nella prima parte da una notevole pendenza raggiunge in circa 40' il bivio con segnaletica incontrato all'andata.